IL SILENZIO E IL SORRISO ERANO L’ABBRACCIO

Caro don Angelo,
non ti ho conosciuto bambina – e mi dispiace – ma adulta e complicata, impegnata in una delle prove più importanti della mia vita, quella al servizio di una comunità che amo. Non un ricordo ma decine e decine, a testimonianza di una sensibilità religiosa animata da intelligenza non comune. Nessun attaccamento da parte tua alle formalità, sempre attento alle persone. Quando sei mancato ho capito quanto mi era stato prezioso, e di autentico esempio, sederti accanto tante volte, spesso in compagnia di altri amici. Di nessuna di quelle volte ricordo un giudizio sfuggito, un commento avventato, una descrizione superficiale; il silenzio e il sorriso erano l’abbraccio che spesso offrivi quando anche poco altro rischiava, per te, di diventare troppo. Nel cuore, in un momento per me difficile, resta il veloce istante di un incontro in chiesa Madre. Alla tua domanda su come stessi la mia immancabile risposta rassicurante. “L’assessore sta bene. E Maria?”. Maria era inquieta e mortificata, avevi come sempre letto bene. Buon pomeriggio, don.

Maria de Guido

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