Archivio mensile:novembre 2014

Perchè questo sito? Perchè proprio oggi…

Riportiamo integralmente il testo della brocure che – firmandolo “Tutti noi”, come scrivemmo allora – pubblicammo a mo’ di lettera aperta per fissare nella memoria i 50 anni di sacedozio di don Angelo Argentiero. Il 17 settembre 2014 lui lasciava la vita terrena e tutti noi vogliamo raccontare quella umana avventura capace di coinvolgere tutti e ciascuno, non solo a Mesagne ma in ogni luogo che il nostro “don” ha conosciuto. Parte cosi un’altra avventura che sentiamo sarà esaltante non solo per quanti lo hanno conosciuto, amato, apprezzato per le tante doti che ha avuto e che ha saputo condividere con ciascuno, ma anche per chi, non avendolo conosciuto, si sentirà in sintonia con questo uomo di Dio, tramite i ricordi e le testimonianze che ognuno potrà inoltrare su questo sito, se vorrà, se potrà…

Caro Mons, carissimo “don”, “Pa”, “Baloo”, o “Baba” come pure ti sei sentito chiamare per qualche giorno, non immagini quante e quali cose ci sarebbe piaciuto realizzare per testimoniarti il nostro affetto in occasione del 50° della tua ordinazione sacerdotale e ricambiarti così l’amicizia, che ci hai donato incondizionatamente. Due pensieri, però, si imponevano nella mente e non riuscivano a farvi posto per altri. Il primo è un passo del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: «Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi». L’altro è un adagio popolare: «Chi trova un amico, trova un tesoro». Unendoli ci siamo incamminati sulla strada che ci fa scoprire il Cristo di ieri, di oggi e di sempre, grazie a te, ma proprio perchè il tesoro si scopre piano piano, attraverso te, amico che ce lo hai proposto, abbiamo cercato di capire i motivi che ti hanno indotto a farlo. È stata, questa scoperta, una ricerca collettiva, fatta di trasmissione di frasi, di ricordi (diretti o mediati), di recupero di frammenti di memoria, che insieme, forse, hanno dato un senso al nostro essere comunità attorno a chi ci ha fatto una proposta per questa umana avventura.

E così ecco i primi vagiti in quella domenica 4 febbraio 1936, festa due volte nella tua casa di via Ionima, perchè nel giorno del Signore sei il primo dono di Dio per papà Alessandro e mamma Antonietta Perrucci che, oltre te, avranno Violetta, Cosimo e Anna. Ti porteranno al fonte battesimale della chiesa matrice il 30 aprile successivo, ti vedranno il 20 maggio 1943 accogliere Gesù Eucaristia dalle mani dell’arciprete Antonio Epicoco, mentre sarà mons. Francesco De Filippis, lo stesso giorno, a confermarti cristiano. Ma non è di date importanti che vogliamo parlare qui. Le ricordiamo in fretta: dalla tua ordinazione diaconale il 23 dicembre 1961 a quella sacerdotale il 1° luglio di cinquant’anni addietro; dal tuo essere viceparroco tra san Pancrazio e Mesagne alla tua “investitura” de facto da parte di don Daniele Cavaliere in quella domenica di avvento del dicembre 1984; dalla tua nomina ufficiale a parroco il 1° gennaio 1985, al tuo impegno nell’Ufficio missionario diocesano con mons. Settimio Todisco, entrambi impegnati con la chiesa sorella di Laisamis, in Kenia.

Qui vogliamo parlare di te come parroco che, il sabato pomeriggio, sul sagrato della Chiesa, ascolti, chiacchieri, scherzi, parli con i più piccoli, dedicando loro la stessa attenzione che riservi a quanti, già alle 7,30 del mattino, sostano vicino alla porta dello studio parrocchiale, non per riconciliarsi con il Padre e con i fratelli, ma per chiederti una parola che possa alleviare il peso del vivere quotidiano. «Un cireneo»? «Un amico», ci avresti risposto con lo stesso sorriso che accoglie una singola persona, una coppia di sposi, una famiglia, un gruppo, che anima un incontro con i catechisti e l’Apostolato della Preghiera, il Volontariato vincenziano e gli Scouts.

Ed il valore dell’amicizia, che ha guidato il Maestro, è lo stesso che anima la tua giornata: un’amicizia che è stima, condivisione, partecipazione alla vita di ciascuno. «Mah, io non so precisamente come funzioni!», dici talvolta alle giovani coppie di fidanzati, durante gli incontri del cammino di formazione al matrimonio. E dopo questa premessa ecco che dalla Parola trai le parole più vere e lo noti dai volti dei giovani che si rassicurano sul dubbio che hai posto.

Per te non c’è luogo che non sia adatto a parlarci dell’Amico: la piazza? Va benissimo. Le processioni all’alba al cimitero il giorno dell’Assunta e il lunedì dell’Angelo? Ottime, per affrontare certe questioni. Ma sono i tanti colloqui quotidiani che fanno la differenza, perché non c’è persona che ti fermi e che non riceva qualcosa oltre il saluto: le mute basole del centro storico potrebbero essere testimoni dell’incoraggiamento che infondi nelle persone, dei gesti di condivisione di un sorriso, di un sostegno…

Non è dunque la talare che ti porta ad essere Baloo, quel personaggio forte, sincero e saggio, che parla per sé e si assume la responsabilità di ciò che dice e che nel mondo degli scout è il Maestro della Legge con il compito di insegnarla ai lupetti: è ciò che c’è dentro che ti fa punto di riferimento, pronto a capire dai piccoli gesti di ognuno come si possa costruire qualcosa di bello per tutti.

Forse è dal tuo evidente affidamento quotidiano alla Vergine che trai il «Fiat» per te e per gli altri, che riesci a scorgere il disegno di Dio per ciascuno di noi, che cerchi di assecondarlo, sempre grato a tutti per ciò che loro fanno, perché consideri ogni gesto di ciascuno ed ogni persona un vero dono di Dio. Ed il dono di Dio più grande, che coincide con il mistero della vita, quante volte ce lo hai fatto ammirare durante il rito del battesimo quando sollevi il neonato, mentre un altro bambino si tiene alla pianeta?

Quante volte ci hai ripetuto: «Guarda avanti pensando ad oggi; a domani poi…», che traduce, in maniera semplice, l’osservazione cristiana che ogni giorno ha i suoi affanni e che bisogna affrontarli? Il sorriso che ci doni anche quando non si ha proprio voglia di sorridere e la mente è affollata di pensieri è la più bella omelia, che ci proponi ogni volta sul Discorso della Montagna. “Beato chi dono amicizia e con un sorriso fa conoscere Gesù Cristo”, potremmo dire oggi per ringraziarti di quanto ci hai dato senza riserve e senza alcun calcolo umano e per questo ti diciamo soltanto: Ad multos annos in questa tua avventura terrena, perchè Tu es sacerdos in aeternum.

Tutti noi